Scuole per il Clima

Uniti si puo', educhiamo al cambiamento, reagiamo allo spreco

Quattro figure Vitali

PREMESSA

Ferruccio Jarach era tra i fondatori del Liceo Ambientale di Laveno, sulla sponda Varesina del Lago Maggiore. Un uomo speciale. Docente di energetica, aveva capito e sapeva prima dei più che l'uomo può cambiare il clima. Purtroppo, lo fa. Gli effetti sono gravissimi. Il più grave é certo la siccità in zone già affette da crisi idriche occasionali, diventate ormai invece regolari (1).

Non c'é nulla di più tragico di una carestia. La Fao ha da due anni fatto i conti di previsione delle morti per fame dovute al cambiamento climatico (2).

Ferruccio ha inventato un metodo. E' stato pubblicato ed adottato in almeno una decina di scuole della provincia di Varese, altre, mai contate, in Italia (3), ottenendo in modo partecipativo il risparmio di circa il 50% delle bollette della luce, e molte tonnellate di CO2 risparmiate ad un'atmosfera già criticamente sovraccarica di gas serra.

Puricelli e Viganò, docenti di Ecologia presso l'ISIS "Daverio" a Varese hanno ripreso ed ampliato il concetto, che comprende ora altre figure, sempre una per classe. Le prime tre, il Guardiano della luce, l'osservatore dei cestini ed il controllore dei caloriferi sono all'interno delle scuole. La quarta figura, Sentinella del territorio si realizza in ambito extrascolastico. Lo si diventa tutti volendo!

Per questa figura 'outdoor' l'UST di Varese ipotizza in un secondo momento una rete tra scuole per tentare, primi in Italia, di realizzare un centro simile agli outdoor centres Inglesi, riferendosi ai principi della ricerca azione della didattica partecipativa Italiana. In pratica si parte da azioni su progetti sul territorio, intese come esercitazioni scolastiche, per poi stimolare riflessioni, studi ed azioni successive. Le idee si sintetizzano in un concetto. Ogni scuola lavora in modo condiviso per realizzare le azioni, applicando un metodo.

UN METODO 

Lo indichiamo qui come JPV, dalle iniziali dei suoi ideatori.

Torniamo alle prime tre figure, le 'indoor': nulla si adotta, tutto si adatta. Ogni Istituto faccia le sue scelte e le adatti consapevolmente alla propria realtà. Alcune scuole fanno già eccome forme di raccolta differenziata, legata alle tipologie del loro comune.

    Quattro figure: quale delle prime tre, 'indoor' fa per la tua scuola?

Il gruppo degli ‘ecologi’ della cps, la Consulta Studenti di Varese nota:

diverse scuole fanno la raccolta differenziata, ma non esistono metodi per monitorare i risultati. Non si conosce il metodo degli osservatori dei cestini. Pensiamo sia la soluzione per far funzionare la cosa.

L'Osservatore dei cestini verifica il comportamento dei compagni. Non rimesta nei loro errori, si limita ad osservare, criticantdo costrutivamente i comportamenti che inficiano la raccolta differenziata. Si incarica di svuotare i cestini ai bidoni raccoglitori di piano, generalmente non i cestini dell'indifferenziato, che sono raccolti da sempre da chi fa le pulizie.Galleria di foto illustrative.

Il Liceo di Luino, di Davide della commissione ambiente csp, ha i Guardiani della luce, funziona!

Altri possono adattare il metodo, ben illustrato nella nostra galleria fotografica "Metodo Jarach". 

Fuoco sui Caloriferi

Per l’energetica del riscaldamento, i Controllori dei caloriferi, si nota:

Ci sono molte diversità di opinione sulla temperatura da mantenere in classe, non é semplice, non si esaurisce con un on-off come per la luce!

Occorre, nella fase partecipata per iniziare a controllare il riscaldamento, fissare dei parametri, informarsi, decidere un livello di temperatura misurabile o percepibile che soddisfi i più in ogni classe.

A livello del tutto indicativo, per favorire il risparmio energetico in puri termini economici, ma considerando rapporti sulla salute, consideriamo sbagliato tenere una classe oltre i venti gradi centigradi. E’ utile avere alcuni termometri da stanza a scuola, uno per piano, per esempio, affidato al bidello del piano.

Bisogna poter regolare i caloriferi! Ci si deve dotare delle manopole dei rubinetti o di una chiave, che sarà affidata a una persona responsabile. Se fosse possibile avere dei flussimetri con termostato, il compito del controlllore si semplifica. Sono dei regolatori autoamtici della quantità di acqua calda che arriva al radiatore. Molte, se non tutte le scuole non possono permetterseli... Comunque vanno impostati.

Notiamo, non é uno scherzo, che non si possono usare pesanti e contundenti chiavi, per evitare che vengano usate per atti di violenza, quindi occorrono i rubinetti adatti.

Esiste un’inerzia energetica, per cui, data stagione, tempo atmosferico, necessità e abitudini in una classe, il controllore con l’esperienza può arrivare a prevedere quando chiudere o regolare il calorifero.

L’inerzia in termini di tempo per riabbassare la temperatura dipende dal metallo degli elementi scambiatori, dalla loro forma, e da diversi fattori dell’ambiente in cui sono, primi numero e attività degli studenti, volume della classe, isolamento degli infissi. Starà all’intuito del controllore, ma soprattuto alla sua esperienza, scegliere il momento opportuno per chiudere i rubinetti.

La posizione normale della manopola é su Aperto.                                                           

Il controllore deve saper interpretare, anche con capacità previsive, la volontà della classe.            

In sostanza:

  • NON si devono avere caloriferi ben aperti sotto le finestre spalancate per il caldo.
  • Occorre, per questioni igieniche, poter cambiare l’aria. Per fare questo è sufficiente aprire le finestre della classe per un minuto, anche con la porta chiusa.
  • Usiamo, anche occasionalmete, il termometro di piano: non si devono superare i venti gradi.
  • “Effetto maialino”: la temperatura aumenta nella giornata non solo per fatti meteorologici, ma per la presenza degli alunni. Il controllore saprà con tempo ed esperienza prevedere quando chiudere.
  • Spesso i radiatori sono due per classe: si può agire su un 'calorifero', poi eventualmente sull’altro.

·         A fine giornata, se possibile, mettere i radiatori sul minimo in modo da risparmiare energia, ma non far abbassare la temperatura della classe molto sotto i 18 °C.

Progetto

Noi ‘ecologi’ della Consulta vogliamo:

  • INFORMARE le scuole della provincia sul metodo JPV, suggerendo di adottare UNA figura per volta.
  • PREMIARE il primo Istituto che dimostrerà di aver messo in piedi con risultati misurabili le tre figure “indoor” di scuola. E che tutti, ma proprio tutti, facciano una correlazione fra il nostro piccolo sforzo e la necessità di non aggravare il cambiamento climatico, anche se questo non ci tocca in prima persona, per ora. "Think global, act local!".
  • AIUTARE, O FAR AIUTARE Istituti che avessero difficoltà per acquistare cestini, rubinetti o altro materiale necessario, 
  • Spingere a dare priorità nei POF a iniziative per il risparmio energetico e raccolta differenziata dei rifiuti.

PER QUESTO LA CPS VARESE PROPONE ALL'UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE DI DESTINARE FONDI DELLA STESSA CONSULTA AD ISTITUIRE UN PREMIO

IL PREMIO SCUOLE PER IL CLIMA "FERRUCCIO JARACH".

Chi volesse conoscere meglio la figura di Jarach può leggere i suoi inerventi in rete a congressi nel mondo. Ad Oslo, Ferruccio relazionò nel 2000 ad un convegno a tema educazione ambientale nelle scuole elementari (4). Leggerlo basta per orientarsi nella sua profondità.

(1) http://gursum.com/menu/Faminerecurrence.pdf

(2) http://www.newscientist.com/article/dn17218-climate-change-could-kill-500000-a-year-by-2030.html

http://www.starvation.net/842millionstarveinthemidstofplenty.htm

(3) http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuolambiente/risparmio-luce/risparmio-luce.html

(4) http://www.agenda21.provincia.lodi.it/mondolindo/documenti/4_Benvenuto%20raggio%20di%20sole.doc